Vi presento...
Eccoci con la rubrica “Vi presento….” nella quale viene intervistata una persona che per anni ha lavorato all’interno della nostra struttura….vi anticipo solo che l’intervistato vi manda i suoi saluti da Buenos Aires (quella vera…. Non il “Corso”!)
...Andrea Pedemonte
Gian Maria: Ciao Andrea, iniziamo subito con il chiederti come hai vissuto gli ultimi giorni al PalaDonBosco.
Andrea Pedemonte: Ciao, sono stati giorni molto strani…. dopo sette anni lasciare un posto, un lavoro e soprattutto delle persone non è facile… la sensazione era strana, come se tutto fosse come sempre e non me ne stessi per andare via.
Gian Maria: ricordi il tuo primo impatto con il Paladonbosco?
A: Si…il primo giorno che sono arrivato per il colloquio con Enrico (lontano gennaio 2005) il Don Bosco mi è sembrato un posto enorme e anche un po’ confuso..tutti in movimento, pieno di gente…in portineria non sapevano indicarmi dov’era LAYUP.
I primi giorni di lavoro sono stati bellissimi… ero in un ambiente giovane ed intorno, dall’ufficio, sentivo tutto il giorno bambini, ragazzi e adulti che si divertivano e faceva sport.
GM: vuoi narrarci qualche altro tuo ricordo?
A: Bè il primo evento non si scorda mai… al vecchio MazdaPalace abbiamo organizzato “Prova un giorno di sport” allestendo per due giorni tutto il palazzetto e coinvolgendo una trentina di realtà sportive… molta fatica ma molta soddisfazione. E poi il mio primo Centro Estivo… un mondo tutto nuovo per me ma bellissimo. Ma di ricordi in sette anni ne ho tanti…le battute in ufficio con te, Enrico, Giorgio e Gianluca e poi con Giulio, le pause caffè con Schikky, le riunioni “in movimento” con Luca (sempre puntuali), lo sguardo di terrore di Angela quando entravo nel suo ufficio, i consigli di Marina, Loretta e Cristina, il mio primo “PDB informa” con Annalisa, le gite modello “survival” con Fabrizio e mille altri ancora.
GM: tra i molteplici eventi ai quali hai preso parte, quale ricordi più volentieri? Perché?
A: Di eventi ne ho organizzati tanti… alcuni anche abbastanza grandi e diversi che mi hanno dato soddisfazione a livello lavorativo. Però sicuramente l’evento con la E maiuscola, quello più significativo per me, rimane il Trofeo Rola. Grazie a questo evento ho trovato due amici: Nuccio e Luisella. Ogni anno è l’Appuntamento… Nuccio che viene mesi prima in ufficio per organizzare tutto, i giorni prima con le battute tra lui e Pino tra una “camallata” e l’altra di tatami, il venerdì sera ad allestire la palestra con l’immancabile pausa a base di focaccia e vino offerti da Nuccio e Luisella e poi il giorno dell’evento, al di là dello sport, è difficile descrivere l’atmosfera… sinceramente credo sia il modo più bello per ricordare un ragazzo.
GM: parliamo ora dello sport praticato. Per chi non dovesse conoscere il tuo passato sportivo, tu sei stato anche un giocatore di hockey su prato. Giusto ?
A: 16/17 anni di onorata carriera eh eh, mi sono tolto molte soddisfazioni, giocando in A2 ed in A1, girando per tutta Italia dalla Sicilia al Veneto passando per la Sardegna e le Marche. Parecchi sacrifici con tre allenamenti di sera (all’aperto) a settimana per più di 10 anni e weekend interi dedicati all’hockey. Però lo sport mi ha insegnato molto e mi ha dato tantissimo… mille ricordi, tantissimi amici e qualche insegnamento di vita.
GM: qualche momento che ricordi maggiormente?
A: sicuramente la festa quando siamo saliti in A1…è stato un giorno bellissimo.
GM: Eri soprannominato “Il Pampa” . Ci spieghi il motivo?
A: dicono che assomiglio al giocatore (ex Napoli) Pampa Sosa… è argentino, i casi della vita.
GM: che cosa hai provato lunedì 3 ottobre nel “non venire in ufficio Lay Up”?
A: bè, non molto…già al pomeriggio ero nuovamente in ufficio e tutto ottobre sono venuto varie volte…è stata una separazione per gradi.
GM: hai una parola o una frase che possa essere rappresentativa del tuo passato al PDB?
A: “credevo…pensavo” rimarrà per me un must. Questo è stato uno dei tantissimi insegnamenti che mi ha dato Enrico. Ho iniziato a lavorare con lui a 25 anni senza quasi nessuna esperienza lavorativa e ora ne ho 32 e da lui ho imparato tantissimo sia a livello lavorativo sia su come affrontare le sfide ed i problemi: assumendo responsabilità e lottando fino a che non si è sicuri del risultato.
P.s. per altro mi insulterà per i miei paragrafi troppo lunghi e senza punteggiatura in questa intervista ;)
GM: tutti noi siamo curiosi di sapere: “Ma adesso cosa farà?” Vuoi dirlo?
A: spero di iniziare a lavorare nel turismo….se qualcuno volesse fare un viaggio in Argentina, stiamo già organizzando due pulmini del Paladonbosco ;)
GM: Grazie per l’intervista e per la disponibilità dimostrata….. e parafrasando una frase ormai storica “Don’t cry for HIM Argentina”. Hasta la vista y buena Suerte Pede